25 maggio 2025: “Chiamati ad essere tessitori di Speranza” – Giornata degli Statuari – FOTO

Nell’ambito della novena in preparazione alla festa di San Francesco di Paola, la comunità di Lamezia Terme ha vissuto un momento particolarmente sentito e partecipato: la Giornata degli Statuari, dal titolo profondo e quanto mai attuale, “Chiamati ad essere tessitori di Speranza”.

A presiedere la celebrazione eucaristica è stato don Giuseppe Critelli, che nella sua omelia ha saputo toccare le corde più intime della fede, offrendo ai presenti una riflessione intensa e spiritualmente ricca.

“Stasera – ha detto don Giuseppe – ringraziamo il Signore per il dono della fede. Lasciamoci aiutare dalla Parola di Dio, lasciamoci trasformare da essa”. Commentando il Vangelo di Giovanni, ha sottolineato come dall’ascolto della Parola nasca la fede, e da questa germogli l’amore autentico: un amore che si traduce in vita vissuta secondo il Vangelo.

“Lasciamoci veramente questa sera aiutare dalla parola di Dio – ha aggiunto don Giuseppe – e lasciamoci plasmare, trasformare da questa parola. La fede è un dono che siamo chiamati a custodire. Dalla fede nasce l’amore.

Se siamo capaci di osservare questa parola ‘prenderemo dimora’, cioè non sarà un Dio fuori di noi che ci obbliga a fare qualcosa ma è un Dio che abita dentro di noi”.

Richiamando l’immagine tanto familiare agli statuari, ha aggiunto: “Gli statuari portano la statua, ma tutti noi portiamo la presenza di Cristo in tutte le scelte quotidiane”. Un’immagine potente che ha coinvolto l’assemblea, richiamata a riconoscere in sé la missione di “portatori di Cristo”, non solo durante le processioni ma nella vita di ogni giorno.

Don Giuseppe ha poi ribadito che il nostro è un tempo segnato da dubbi e fragilità, ma che, come ha spesso ricordato Papa Francesco, è anche il tempo della speranza. “Gesù ci dice che accoglieremo lo spirito, il paraclito. Questo spirito porta a compimento e a pienezza quello che stiamo cercando di fare della nostra vita.

Lo spirito ci insegnerà, dai padri della chiesa lo spirito santo viene chiamato ‘maestro interiore’. Lo spirito imprime nel nostro cuore quelli che sono stati i gesti di Gesù.

Davanti a quello che noi compiamo ogni giorno dobbiamo chiederci ‘Gesù cosa avrebbe detto, come si sarebbe comportato? Ed io come sono chiamato a comportarmi?’ È lo spirito che ci aiuta a fare questo, che ci insegna e ci dona la pace”.

“Non è un tempo per essere tristi – ha detto ancora – Qualcuno pensa che la pace sia una vita senza problemi ma Gesù ci dice che la vera pace è un cuore capace di affrontare i problemi alla luce della parola di Dio. Questa è la pace del cuore. Non è assenza di problemi ma è essere capaci di vedere la luce quando tutto sembra crollare.

C’è sempre qualcuno che vuole toglierci la pace del cuore. Accadeva duemila anni fa e accade anche oggi: momenti di sofferenza, di incomprensione. Ci saranno sempre. Ma se noi siamo capaci di custodire la pace del cuore ecco che allora siamo capaci di arginare queste situazioni. Questa è la forza della fede. Con l’amore di Dio tutto diventa possibile.

L’omelia si è conclusa con un richiamo concreto al tema della serata: tessitori di speranza.

“Chi è pratico – ha spiegato il celebrante – sa che il tessuto ha due versi che si intrecciano: per essere tessitori bisogna intrecciare le nostre vite anche quando le cose non sono semplici. I santi questo hanno fatto. Quella pace che hanno sperimentato l’hanno portata agli altri.

San Francesco è vissuto in un periodo difficile per la chiesa, si usciva dal medioevo, era un tempo in cui la chiesa aveva pensato ad altro anziché a diffondere la parola. Nei tempi di prova nascono le figure più belle di santità.

Lo spirito santo veramente può cambiare la nostra esistenza e il nostro cuore”.

A rendere ancor più significativa la celebrazione è stato l’ingresso di un nuovo statuario all’interno del gruppo, e delle portatrici.

Una serata di grande intensità spirituale, che ha rafforzato nei fedeli il desiderio di camminare insieme, come tessitori di speranza, dentro una società che ha più che mai bisogno di luce, di amore e di fede vissuta con gioia. (Candida Maione) 

Ph Antonio Muraca 

Commenta