29 maggio SESTO GIORNO DI NOVENA – Giornata delle Forze dell’Ordine

Una serata di preghiera, riflessione e gratitudine quella vissuta nella chiesa dedicata a San Francesco di Paola in occasione del sesto giorno della novena in preparazione alla festa del Santo Patrono della Calabria. L’appuntamento è stato dedicato alle Forze dell’Ordine, con la presenza dei rappresentanti di tutti i corpi operanti sul territorio lametino.

A presiedere la celebrazione eucaristica è stato don Pino Angotti, che nella sua omelia ha rivolto parole di sincero ringraziamento agli uomini e alle donne impegnati quotidianamente nella tutela della sicurezza e della legalità.

«Grazie alle Forze dell’Ordine per il servizio che ogni giorno svolgete. È un servizio di carità particolare che è custodia del bene comune. Siete i custodi del bene comune, segno di sicurezza e serenità per tutti noi», ha affermato il sacerdote. Un ringraziamento che si è trasformato in preghiera: «Che il cielo vi aiuti sempre a non dimenticare che l’autorità è servizio, soprattutto verso chi ha più bisogno».

Prendendo spunto dal Vangelo del giorno, don Angotti ha invitato i fedeli a riflettere sul significato autentico della fede, soffermandosi sui tre episodi evangelici del fico senza frutti, della cacciata dei mercanti dal tempio e del richiamo ai discepoli.

«Il filo che lega questi episodi è la fede che Gesù esige da ciascuno di noi», ha spiegato. Una fede che non può limitarsi alla sola dimensione religiosa, ma che deve tradursi nella vita quotidiana attraverso la responsabilità personale e la capacità di portare frutti concreti di carità e attenzione verso gli altri.

«Il bene comune – ha sottolineato – è frutto dell’impegno di ciascuno di noi. Una carità che nasce da una vita di preghiera e che alimenta la fede». Citando le parole di Gesù sulla forza della fede capace di spostare le montagne, il sacerdote ha ricordato come il cristiano sia chiamato a guardare oltre il proprio interesse personale per costruire una società fondata sulla solidarietà.

«Io sto bene se gli altri stanno bene. Questa è la civiltà dell’amore di cui parlava San Paolo VI», ha detto, evidenziando come il messaggio cristiano inviti ad aprirsi agli altri e a riconoscere la dignità di ogni persona.

Un passaggio significativo dell’omelia è stato dedicato alla figura di San Francesco di Paola, presentato come esempio di santità vissuta nel servizio agli altri. «Francesco aveva pensato a una vita eremitica, ma Dio gli mise davanti le persone che chiedevano aiuto e consiglio. Capì che doveva fare spazio a Dio nella sua vita, lasciandosi consumare dal suo amore».

Per don Angotti, il fondatore dell’Ordine dei Minimi rappresenta il modello di un “santo sociale”, che ha saputo testimoniare il Vangelo non solo con le parole ma soprattutto con la propria esistenza, mettendo la sua umanità, pur austera, al servizio di Dio e del prossimo.

La celebrazione si è conclusa con l’affidamento alla Madonna, invocata affinché accompagni i fedeli nel cammino della fede: «Le chiediamo di aiutarci a credere in Dio e nell’uomo», ha concluso il sacerdote.

Commenta