Novena San Francesco di Paola. 24 Maggio 26: Giornata della Comunità Parrocchiale

Con un forte richiamo alla conversione del cuore, alla gioia della fede e alla testimonianza concreta dell’amore verso il prossimo, si è aperto questa sera il novenario in preparazione ai festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola.

La prima giornata è stata dedicata alla Comunità Parrocchiale e ha visto la celebrazione dell’Eucaristia presieduta da Padre Ivano Scalise, che nell’omelia ha invitato i fedeli a vivere questo tempo spirituale non come una semplice tradizione che si ripete ogni anno, ma come un autentico cammino di crescita interiore.

“Nel mio cuore stasera c’è gioia nel rivedere tutti voi – ha affermato Padre Ivano – ed è una grande gioia poter celebrare le meraviglie che Dio opera nelle nostre comunità”. Un momento particolarmente significativo, quest’anno, poiché l’inizio della novena coincide con la Pentecoste, cinquanta giorni dopo la Resurrezione celebrata nella notte di Pasqua.

Nel corso della riflessione, Padre Ivano ha posto ai presenti una domanda diretta: “Sembra che ogni anno nella novena facciamo le stesse cose, ma vi chiedo: ogni anno facciamo un passo in avanti?”. Un invito a interrogarsi sul proprio cammino di fede e sulla capacità di tradurre la preghiera in cambiamento concreto.

Richiamando la figura di San Francesco di Paola, Padre Ivano ha ricordato come il Santo fosse “costantemente unito a Dio”, sottolineando che “il frutto della preghiera significa gioia”. Da qui l’esortazione a riscoprire il senso autentico della conversione: “Noi verso chi dobbiamo convertirci? Sono prossimo all’altro oppure mi sto allontanando?”.

Al centro dell’omelia anche il tema dello Spirito Santo e dei suoi frutti: “Comunione, pace, amore, benevolenza, sacrificarsi con gioia per gli altri”. Secondo Padre Ivano, spesso il cambiamento non arriva “solo perché abbiamo paura di dimostrare che crediamo”.

Particolarmente toccante il riferimento a due celebri canzoni italiane utilizzate come spunto di riflessione spirituale. Citando Nek, il sacerdote ha ricordato che “se non ami non c’è un motivo per vivere”, mentre sulle note di “Si può dare di più” l’assemblea ha spontaneamente cantato insieme a lui una strofa, trasformando la celebrazione in un intenso momento di condivisione e partecipazione comunitaria (CM)

 

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