25 maggio SECONDO GIORNO DI NOVENA: Giornata degli Infermi!

Una celebrazione intensa, segnata dalla preghiera, dalla riflessione e dalla vicinanza verso chi soffre.
Si è svolta stasera la seconda giornata della novena dedicata a San Francesco di Paola, dedicata agli infermi e alle persone più fragili. Numerosa la partecipazione dei fedeli e significativa la presenza di diverse associazioni di Lamezia impegnate quotidianamente accanto ai “ragazzi speciali” e alle loro famiglie.

Nel corso della Santa Messa è stato amministrato il sacramento dell’unzione degli infermi, momento particolarmente toccante vissuto con grande raccoglimento dalla comunità presente in chiesa.

A presiedere la celebrazione è stato Padre Amedeo Gareri, che nella sua omelia ha offerto una profonda riflessione sul tempo attuale, segnato da guerre, violenza e smarrimento umano, richiamando tutti alla necessità di ritrovare la pace e il senso autentico della fraternità.

“Il mondo ha fallito se siamo in guerra, per questo abbiamo bisogno della pace”, ha affermato il sacerdote, sottolineando come oggi “la cattiveria abbia preso il sopravvento”, visibile anche negli episodi di violenza che coinvolgono sempre più spesso i giovani.

Padre Gareri ha quindi richiamato la figura di San Francesco di Paola, uomo di fede e di speranza, che vedeva nella Madonna “una madre e un rifugio”. Un esempio di vita cristiana fondata sulla bontà e sulla dolcezza dell’animo. “Per natura un cristiano è buono – ha ricordato – e deve portare speranza nel mondo”.

Nel corso dell’omelia non sono mancati passaggi forti e carichi di significato sul clima sociale contemporaneo. “Oggi anziché camminare con l’angelo custode, camminiamo con gli avvocati facendoci le guerre”, ha detto Padre Gareri, invitando a recuperare il senso dell’umanità e della fiducia reciproca.

Il sacerdote ha poi ricordato come “quello che conta è avere un cuore grande che porta bellezza e speranza nelle persone che incontriamo”, citando anche Madre Teresa di Calcutta: “Il male del secolo è l’indifferenza”.

Un invito concreto a rimettere al centro la persona, in quello che Padre Gareri ha definito “il nuovo umanesimo”: amare e rispettare ogni essere umano, riconoscendo il valore della vita come dono. “Nudi siamo nati e nudi ritorneremo”, ha ricordato, esortando i fedeli a vivere con autenticità e semplicità.

Nel suo intervento ha richiamato anche le parole di San Giovanni Paolo II: “Amate la vita, cogliete le cose essenziali che vi aiutano a crescere”, ribadendo quanto oggi ci sia “bisogno della bellezza del Vangelo”.

La celebrazione si è conclusa con un forte appello alla speranza e alla crescita spirituale: “Lo spirito va allenato, facendo cose buone, guardando il cielo e puntando in alto”. Un messaggio che ha lasciato nei presenti il senso profondo di una fede vissuta come vicinanza, accoglienza e amore verso il prossimo. (CM)

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