Si è conclusa questa sera la Novena in onore di San Francesco di Paola, con una celebrazione dedicata alla santità dell’Ordine dei Minimi e alla preghiera per le vocazioni.
La Santa Messa, particolarmente partecipata, è stata animata dai ministranti della parrocchia e presieduta da Padre Franco Russo, che durante l’omelia ha offerto una profonda riflessione sul tema della chiamata di Dio e dell’ascolto dello Spirito Santo.
«La prima cosa è l’ascolto dello Spirito», ha sottolineato il sacerdote, evidenziando come il credente sia chiamato ad aprire il proprio cuore alla Parola affinché possa portare frutto nella vita quotidiana. Padre Russo ha richiamato l’esperienza di Gesù nel deserto, guidato dallo Spirito per affrontare la prova e discernere ciò che realmente conduce al bene. Un’esperienza che diventa paradigma anche per ogni percorso vocazionale.
«Il discernimento vocazionale è l’esperienza di ciò che non è bene per noi, per poter scegliere il bene», ha spiegato. Gesù, consapevole della propria missione, si dirige con decisione verso Gerusalemme. «Aveva una faccia di bronzo», ha ricordato il celebrante, per indicare la fermezza e il coraggio di chi ha compreso la propria chiamata.
Nella sua riflessione, Padre Russo ha poi collegato questa esperienza alla figura di San Francesco di Paola, che visse un intenso percorso ascetico e mistico fondato sulla preghiera, sulla contemplazione e sul silenzio. Il Santo calabrese comprese profondamente l’importanza dell’ascolto interiore e della docilità allo Spirito Santo, il “Paraclito”, colui che accompagna e suggerisce il cammino da seguire.
Richiamando il profeta Geremia, il sacerdote ha ricordato come la voce di Dio si manifesti spesso come «un soffio di brezza leggera», che può essere percepito solo custodendo il silenzio. «Il silenzio è il luogo dell’incontro con Dio», ha affermato, evidenziando come San Francesco abbia tradotto questa intuizione nella sua Regola.
L’esperienza contemplativa del fondatore dell’Ordine dei Minimi, infatti, non era fine a se stessa, ma orientata al servizio degli altri. Chi incontrava Francesco trovava serenità e pace. «Un cuore turbato non è capace di fare scelte», ha osservato Padre Russo, sottolineando che il cuore deve avere la propria “residenza” in Dio per poter trasmettere pace ai fratelli e contribuire alla costruzione della “civiltà dell’amore”, dove Dio e l’uomo camminano insieme.
Particolare attenzione è stata dedicata anche agli insegnamenti che San Francesco rivolgeva ai religiosi. «Tutti siano esortati ad essere benigni, modesti ed esemplari», raccomandava il Santo. Essere benigni significa educarsi alla bontà, alla mitezza e alla benevolenza. Essere modesti vuol dire vivere con sobrietà, senza ostentazione, custodendo l’essenziale e coltivando l’umiltà.
Infine, essere esemplari significa testimoniare il Vangelo con la propria vita, diventando davvero «sale della terra e luce del mondo». Una testimonianza che nasce dall’ascolto, dal silenzio e dalla capacità di accogliere l’altro. «Chi sa stare in silenzio sa ascoltare», ha concluso Padre Russo, ricordando che senza ascolto reciproco diventa difficile comprendersi e costruire insieme percorsi condivisi.
La celebrazione ha rappresentato così non solo la conclusione della Novena, ma anche un forte invito a riscoprire il valore della preghiera, del silenzio e del discernimento, sulle orme di San Francesco di Paola. (CM)










































































































