Una serata intensa di fede, emozione e speranza quella vissuta durante l’ottavo giorno di novena in onore di San Francesco di Paola, dedicata ai giovani. La celebrazione eucaristica ha visto una partecipazione numerosa e significativa, con i ragazzi della comunità protagonisti dell’animazione liturgica insieme a tanti “ex giovani” che hanno condiviso un importante tratto del loro cammino nella vita parrocchiale.
Particolarmente toccante il momento dell’offertorio, durante il quale è stata donata una chitarra, simbolo della continuità e della trasmissione dei valori tra le diverse generazioni. Lo strumento è passato di mano in mano, dal giovane più anziano presente fino ai ragazzi di oggi, in un gesto carico di significato che ha rappresentato il passaggio di testimone nella vita della comunità ecclesiale.
La Santa Messa è stata presieduta da don Mario Ciardullo, che nell’omelia ha espresso la propria commozione per la grande partecipazione dei fedeli.
«Oggi è un giorno importante per la Chiesa, per la vostra comunità e anche per me, che sono travolto da così tanta partecipazione», ha affermato il sacerdote rivolgendosi ai presenti.
Un pensiero speciale è stato rivolto ai giovani, la cui presenza è stata indicata come segno concreto di speranza. «Voi questa sera ci state dicendo che non è tutto perso, che ancora si può cambiare questo nostro mondo», ha sottolineato don Ciardullo, evidenziando il valore della testimonianza offerta dalle nuove generazioni.
Nel giorno della Solennità della Santissima Trinità, coincidente con la conclusione del mese mariano e con le ultime battute del novenario dedicato a San Francesco di Paola, il celebrante ha invitato i fedeli a riflettere sul mistero dell’amore di Dio che continua a radunare il suo popolo. Un richiamo particolare è stato rivolto alla figura di Maria Santissima, che ha sperimentato pienamente l’amore del Padre, del Figlio e l’azione potente dello Spirito Santo.
«In questo mese di maggio abbiamo pregato il Rosario in modo particolare e vogliamo affidare a Lei l’inizio di ogni cosa», ha ricordato il sacerdote, invitando la comunità ad alzare lo sguardo verso la Vergine che, anche sotto la croce, non si è fermata ma ha contribuito alla nascita della Chiesa voluta da Dio.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla figura di San Francesco di Paola, definito da don Ciardullo «un uomo buono e santo». Il messaggio del Patrono della Calabria resta ancora oggi di straordinaria attualità: essere persone autentiche ed essenziali, uomini e donne di preghiera capaci di mettere Dio al centro della propria esistenza.
«Francesco ricercava sempre Dio e la sua felicità era Dio», ha evidenziato il sacerdote, invitando i fedeli a interrogarsi sul tempo dedicato quotidianamente alla preghiera e al rapporto con il Signore.
Tornando ai giovani, il celebrante ha lanciato un messaggio di fiducia e incoraggiamento: «Forse noi abbiamo perso le speranze, ma voi giovani ce la potete fare a mettere Dio al centro delle vostre vite. Amare, perdonare e guardare oltre: questo occorre fare».
Un invito a ripartire con rinnovato entusiasmo dalla conclusione del mese mariano e dall’inizio del mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, seguendo gli insegnamenti di San Francesco di Paola. Don Mario ha ricordato poi Padre Giovanni Vercillo, originario di Arcavacata nella cui parrocchia lui è parroco. Una figura di spicco per l’Ordine dei Minimi, punto di riferimento per tanti giovani che ancora oggi lo ricordano con affetto. “Lo porto nel cuore pur non avendolo conosciuto: ha lasciato una grande eredità che noi abbiamo il dovere di trasmettere ai giovani”.
Quindi il celebrante ha concluso l’omelia rivolgendosi alla Vergine Maria affinché possa consolare i cuori dei fedeli e aiutare tutti a vivere come figli amati e benedetti da Dio, nel segno della fede, della speranza e della comunione tra le generazioni. (CM)


























































