Omelia – diretta su Radio Maria del 21 ottobre 2013

OMELIA TENUTA DAL PARROCO P. ANTONIO CASCIARO DURANTE LA S. MESSA TRASMESSA IN DIRETTA SU RADIO MARIA IL 21 OTTOBRE 2013 Memoria liturgica del Beato Nicola Barrè

La liturgia odierna, in questa memoria del Beato Nicola Barrè, ci presenta un brano evangelico in cui Gesù, sottolinea che la condizione necessaria, per entrare nel regno dei cieli, è “diventare come bambini” . “A chi è come loro appartiene il regno di Dio”. Questa caratteristica fondamentale richiesta da Gesù e simboleggiata dal bambino si manifesta in molteplici modi. La prima è la totale fiducia e abbandono al Signore, alle sue vie, anche quando queste sono alte e misteriose per la nostra limitata natura umana.

Solo chi è semplice di cuore, segue con prontezza Dio nelle sue vie, senza mettersi a discutere con Lui, senza dare spazio a tentennamenti e riserve perché con totalità di cuore si abbandona nelle mani del Signore, sicuro che in Dio può trovare solo bene. Chi è semplice in tal modo, è nella disposizione migliore per ricevere con abbondanza le benedizioni del Signore. Gesù ci diede tale insegnamento, perché, più piccoli diventiamo davanti a Dio e ci lasciamo prendere dalle sue braccia in virtù della nostra umiltà, più grandi benedizioni e grazie riceveremo da Lui. Lo conferma S. Giacomo, dicendo: “Dio resiste ai superbi, agli umili invece dà la sua grazia” (Gc. 4,6).

Questa grande via della semplicità del cuore apre la mente alla vera conoscenza di Dio, che si rivela ai semplici, come disse Gesù: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt. 11,25). Un altro aspetto meraviglioso che emana dalla semplicità del cuore è l’assoluta assenza di malizia, di frode, di ipocrisia, di inganno, di maldicenza, e di cose simili. Questo ideale, designa un atteggiamento molto positivo con cui ci si mette in relazione con il prossimo in genere. Da questa semplicità di cuore nasce la bontà, la disposizione al bene verso il prossimo, a coprire le mancanze con la carità, a promuovere e a godere del bene dell’altro, a cercare sempre ciò che è giusto e retto nel dirimere le molteplici situazioni della vita. Questo ideale di semplicità di cuore è espresso così da S. Paolo: “Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio.

Un cuore semplice in senso evangelico è il terreno fertile di tutte queste dinamiche interiori indicate da S. Paolo e designa una perfetta vittoria sul peccato, sul mondo. Tali disposizioni d’animo di semplicità e umiltà, di fiducia e totale abbandono in Dio, noi le ritroviamo incarnate nella figura del Beato Nicola Barrè. Religioso minimo, appartenente all’Ordine fondato da S. Francesco di Paola, che oltre a ricoprire il ruolo di professore di teologia è subito riconosciuto come maestro e guida spirituale. Il Beato Nicola Barrè, vissuto nel XVII secolo, dopo aver svolto in una piccola città della Francia il ministero della predicazione e direzione delle anime, si rende conto del problema di cui è afflitta, la città: cioè quello dell’istruzione. Infatti le scuole erano poche, anche perché con lo scoppio delle guerre che portò al reclutamento di molti maestri e maestre, gli istituti invece di aumentare diminuirono. Dinanzi a questa situazione in cui l’istruzione popolare mancava, il ruolo del P. Barrè non è stato di semplice spettatore, di uno che si è limitato solo ad assolvere i suoi incarichi di sacerdote; anzi al nostro beato stava a cuore l’istruzione dei giovani e voleva che i bambini ricevessero ogni tipo di formazione umana, cristiana e religiosa. Il P. Barrè si impegna in questo suo progetto e come in ogni istante della sua vita si affida a Dio, chiedendo quale fosse la sua volontà. La risposta di Dio non si fa certo attendere, infatti egli intuisce che Dio lo chiama a scegliere per questi bambini, privi di istruzione, persone che si consacrassero interamente al servizio di Dio e delle anime nell’insegnamento gratuito dei ragazzi poveri. Così nel 1666 fonda l’istituto delle suore dell’istruzione della carità del Bambino Gesù. Il loro operato non si doveva limitare solo ai fanciulli che frequentavano le loro scuole, ma le domeniche e nei giorni di festa dovevano radunare, giovani ed adulti, ed insegnare loro catechismo. Il P. Barrè oltre ad essere fondatore dell’istituto delle suore del Bambino Gesù, fu anche uno dei migliori direttori di anime, a tal punto che i suoi superiori ritennero opportuno dispensarlo da tutti gli incarichi dell’Ordine, affinchè potesse dedicarsi interamente al ministero della riconciliazione. Tutta l’esistenza terrena del Beato Nicola Barrè è stata protesa all’instancabile servizio dei più poveri, di coloro che avevano un assoluto bisogno di formazione e di identità, come persone umane e cristiane. Il segreto che lo ha portato ad essere protagonista del suo periodo è stato l’abbandono a Dio e la libertà come uomo, libertà che per lui consisteva nel praticare la volontà di Dio accettando prove, sofferenze, perché sapeva bene che tramite la difficoltà Dio prepara i suoi servi a vivere nel mondo ed essere suoi testimoni. La sua semplicità e la sua assoluta fiducia in Dio era testimoniata da una profonda consapevolezza che lo portavano ad esprimersi in questi termini: “molti vogliono servire Dio, ma pochi lasciano che Dio si serva di loro”. Non si è mai ritenuto migliore degli altri solo perché ha fondato un istituto di suore che si dedicasse alla formazione dei giovani. Anzi quando le persone lo elogiavano per la sua opera, il beato Barrè rispondeva che tutto proveniva da Dio ed aggiungeva: “Dobbiamo abbandonarci e affidarci a Dio, essere come il pennello nella mano del pittore, come la penna nella mano dello scrittore”.

Facciamo nostro quest’ ideale di vita per arricchire il nostro cuore della presenza di Dio, che è la via maestra della nostra vera felicità.

I Padri Minimi del Convento e della Parrocchia di S. Francesco di Paola in Lamezia Terme – Sambiase ringraziano la redazione di Radio Maria ed il tecnico di zona Ugo Gigliotti, la Suore del Bambino Gesù, i Sig.ri Edmondo Liparota e Giuseppe ( Peppe ) Ruberto, e fedeli fedeli tutti delle Parrocchie di S. Francesco di Paola e di S. Pancrazio V.M. (ex Matrice) di Lamezia Terme – Sambiase.

 

 

 

1 comment for “Omelia – diretta su Radio Maria del 21 ottobre 2013

  1. suor Gabriella
    22 ottobre 2013 at 21:44

    Carissimo Padre Antonio Casciaro, grazie di cuore per la bellissima omelia sul nostro amatissimo BEATO NICOLA BARRE’. L’ho stampata per meditarla e gustarla. Prego il p: Barrè per Te perchè come Direttore Spirituale ti aiuti ad esserlo per i giovani di oggi, a noi affidati. Certo l’ABBANDONO E LA FIDUCIA in Dio sono alla base di tutto. E’ bella anche la massima che dice: Molti vogliono servire Dio ma pochi vogliono che Dio si serva di loro. Tu , con il tuo si a questa tua nuova missione di SUPERIORE hai accettato che Dio si serva di Te.
    Avanti con gioia e canta al tuo Signore. Quando le omelie sono pregate e preparate lasciano un bel segno. Oggi aBBIAMO BISOGNO DELLA pAROLA DIO ANNUNCIATA CON GIOIA. sono contenta di far parte di questa comunità parrocchiale e di sentire il soffio dello Spirito. GRAZIE DI TUTTO, camminiamo insieme nella spiritualità di S. Francesco e del Beato Nicola Barrè. Volevamo fare tante cose per dirvi grazie ma ci sarà l’occasione a tempo opportuno. CHE DIO TI BENEDICA. Unione di cuore, di spirito e di missione Suor Gabriella.

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